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Pitigliano di notte

Pitigliano

Pitigliano la città del tufo – Sorge in provincia di Grosseto, nella parte meridionale della Toscana, ai confini della Maremma Toscana. Chi proviene da Manciano, percorrendo la SS 74 Maremmana e vi arriva per la prima volta si troverà di fronte all’improvviso ad uno spettacolo straordinario. Case e torri medievali a strapiombo, burroni e grotte scavate nel tufo, pareti di roccia altissime che dominano il fondovalle.

La storia del borgo – Pitigliano custodisce attentamente le testimonianze del suo passato, delle civiltà e delle culture che si sono succedute nei secoli. Questa rupe è stata abitata dagli uomini preistorici dell’età del bronzo con ritrovamenti del periodo Neolitico. Dagli Etruschi, come testimoniano le vie cave e le Necropoli rinvenute nel territorio circostante. Dai romani e da un importante famiglia, la gens Petilia, da cui deriva il nome Pitigliano. Dalla famiglia Medievale degli Aldobrandeschi, i signori della Maremma per circa mezzo millennio. Dalla famiglia romana degli Orsini nel rinascimento, dai Senesi e dai Medici. Infine dai Lorena che furono artefici di una fase di modernizzazione e sviluppo urbanistico.

Il Quartiere Ebraico –seguito delle restrizioni delle Bolle Pontificie, Pitigliano ospitò gli ebrei fin dalla fine del quattrocento. Il borgo divenne per loro un importante centro di rifugio nell’Italia centrale. Negli anni, la piccola comunità ebraica occupò la parte sud del paese, l’odierna via Zuccarelli  (Il Ghetto) dove sorsero: la Sinagoga, il forno delle azzime, la scuola, la cantina scavata nel tufo dove si produceva il vino kasher, la macelleria kasher, il bagno di purificazione per le donne e la tintoria. Lo sviluppo della comunità ebraica, grazie alla sua vivacità economica e culturale e soprattutto alla convivenza pacifica fra ebrei e cristiani, caratterizzò la “Piccola Gerusalemme” (come fu soprannominata Pitigliano) per oltre cinque secoli.

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Uno Scorcio di Pitigliano

Il Bianco di Pitigliano I terreni, la luminosità, il clima mite, hanno favorito nei secoli lo sviluppo di una fiorente viticoltura. L’esempio principale è la produzione del celebre “Bianco di Pitigliano”. Uno dei vini bianchi italiani di maggiore qualità, che ha ricevuto nel 1966 la prima DOC riconosciuta in Italia. La stessa cosa si può dire per l’ottimo olio extra vergine d’oliva, ricavato dalla spremitura a freddo che, accostato con il vino, rende ancor più gustosi i piatti tipici di questa zona.

Cosa vedere a Pitigliano – Molte cose meritano di essere viste a Pitigliano. La prima cosa che colpisce lo sguardo è l’Acquedotto Mediceo, realizzato dai Medici dal 1636 al 1639. Proseguendo,  con l’acquedotto sulla sinistra, si arriva alla Fortezza Orsini e al Palazzo Orsini di origine Aldobrandesca. Da vedere, in piazza Gregorio VII, il duomo dei Santi Pietro e Paolo. In via Zuccarelli il Ghetto Ebraico. In via Generale Orsini la duecentesca chiesa romanica di Santa Maria. Da non perdere il Santuario della Madonna delle Grazie. Dal giardino della chiesa, si potrà ammirare lo splendido panorama che offre il borgo di Pitigliano. La chiesa e il convento di San Francesco nel Parco Orsini. Sulla strada per Manciano il cimitero ebraico, la Necropoli Etrusca di Poggio Buco e il suo antico insediamento già abitato in età protostorica.